"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

domenica 8 marzo 2026

7 marzo 2026. da Jaipur a Agra

 Pradeep puntuale come un orologio atomico e giù pronto che ci aspetta. Alle 9:00 partiamo. Purtroppo la mia testa un pochino sfarfalla. Una volta dimentico lo zainetto, un’altra volta di caricare le batterie e oggi ho dimenticato le chiavi della camera in tasca. Siamo già fuori Jaipur, ci chiamano quelli dell’hotel per informarci dell’ammanco e Pradeep trova la soluzione: UBER! Chiamiamo una moto con Uber che riporta la chiave ai proprietari, abbiamo perso un po’ di tempo ma il problema è risolto. Riprendiamo il viaggio. Siamo nell’Agra Road (National Road) direzione Agra. Prima però ci sono in programma due soste: Abhaneri e Fatehpur Sikri.

Dopo un'oretta lasciamo la Agra Road per una strada secondaria che attraversa piccoli centri abitati in ognuno dei quali regna il caos, il traffico è intenso. il paesaggio rurale è cambiato il deserto ha lasciato il posto ai campi coltivati e all’improvviso Abhaneri. “Luogo pieno di grazia” questo il significato di Abhaneri. Il villaggio è noto per il Chand Baori, uno dei più grandi e profondi pozzi a gradini (stepwell) dell’India, costruito tra l’VIII e il IX secolo. Questa incredibile struttura geometrica ha circa 3.500 gradini disposti in modo simmetrico su 13 livelli, che scendono fino all’acqua. Oltre alla funzione di riserva idrica, era anche un luogo di incontro e ristoro durante il caldo intenso del Rajasthan.

Accanto al pozzo si trova il Tempio di Harshat Mata, dedicato alla dea della gioia e della felicità. Anche se in parte in rovina, conserva splendide sculture e decorazioni in pietra che raccontano la ricchezza artistica dell’epoca. Una visita ad Abhaneri è generalmente breve ma molto suggestiva: tra storia, architettura e atmosfera rurale del Rajasthan. Riteniamo sia una tappa perfetta durante il viaggio tra Jaipur e Agra. Riprendiamo la Agra Road e finalmente arriviamo a Fatehpur Sikri. 

Arriviamo nel pomeriggio e, già da lontano, vediamo emergere dal paesaggio la grande città in arenaria rossa voluta dall’imperatore moghul Akbar nel XVI secolo. Appena varcato l’ingresso abbiamo la sensazione di entrare in una città imperiale rimasta sospesa nel tempo, costruita con un’armonia architettonica sorprendente. La nostra visita inizia dai palazzi imperiali, dove  assoldata una guida ci mostra gli spazi in cui si svolgeva la vita di corte. Il Diwan-i-Khas, la sala delle udienze private, ci colpisce particolarmente per la straordinaria colonna centrale scolpita, da cui partono passerelle che simboleggiavano il potere e il dialogo dell’imperatore con i suoi consiglieri.
Poco distante si trova il Panch Mahal, un elegante edificio a cinque piani sostenuto da numerose colonne, che probabilmente serviva come luogo di relax e da cui si godeva della brezza serale. Vediamo gli spazi del suo harem le stanze delle sue tre mogli, quella mussulmana (la preferita), l’induista e quella cristiana. Le stanze delle concubine e altri spazi comuni. Passeggiando tra cortili, padiglioni e giardini immaginiamo la vita della corte moghul, fatta di incontri politici, discussioni religiose e momenti di vita privata dell’imperatore.
La città fu però abbandonata dopo pochi anni, probabilmente per problemi legati alla mancanza d’acqua, e proprio per questo oggi conserva un’atmosfera unica, quasi quella di una grande città fantasma imperiale. Proseguimo, arriviamo al maestoso Buland Darwaza, la gigantesca porta monumentale alta più di 50 metri, costruita per celebrare una vittoria militare di Akbar. Salendo i gradini e attraversandola, restiamo colpiti dalla sua imponenza e dalla vista che si apre sui dintorni.

Entriamo poi nel grande complesso della Jama Masjid, una delle moschee più importanti dell’India. Il vasto cortile è animato da fedeli e visitatori e al suo interno si trova anche il mausoleo di Salim Chishti, un elegante edificio in marmo bianco finemente traforato, luogo di pellegrinaggio molto venerato. Vediamo i fedeli offrire un drappo di tessuto posandolo su una specie di altare, cospargerlo di petali e il rituale prevede di legare con tre giri un cordoncino in un intaglio delle finestre e esprimere tre desideri. L’abbiamo fatto pure noi. Dopo circa due ore di visita, lasciamo Fatehpur Sikri con la sensazione di aver esplorato uno dei luoghi più affascinanti dell’India, dove storia, architettura e spiritualità si intrecciano in modo straordinario. 🕌🌏📸 Risaliti in auto, ci dirigiamo verso Agra, la nostra meta finale.  Il nostro hotel è a soli 700 metri dal leggendario Taj Mahal, che visiteremo domani.  Dopo una giornata intensa, ci godiamo una cena rilassante in hotel e poi andiamo a letto presto, perché domani ci aspetta una sveglia all’alba!

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