Oggi siamo partiti un po' più tardi 9:30. Il trasferimento in auto da Jodhpur al tempio di Ranakpur Jain e a seguire sino a Udaipur è uno di quei viaggi che valgono quasi quanto la meta. Lasciata alle spalle la “Città Blu”, il traffico si dissolve lentamente tra case color indaco e tuk tuk impazienti, finché il paesaggio si apre nel Rajasthan rurale. Campi aridi punteggiati da arbusti, a tratti coltivati a ceci; donne in saree sgargianti che camminano lungo la strada, piccoli villaggi sonnolenti e mucche che attraversano con calma. La strada, lunga circa 160 km (4 ore circa), si snoda tra colline aride avvicinandoci alla catena degli Aravalli.
Diario di viaggio. Impressioni, consigli, suggerimenti sul nostro viaggio attraverso il Rajasthan e Varanasi
"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"
lunedì 2 marzo 2026
2 marzo 2026 da Jodhpur a Udaipur
L’aria si fa più fresca, il traffico quasi scompare. approfittiamo di questi spostamenti per mettere un po' d'ordine nelle nostre fotografie e blog, trasformando la macchina in un ufficio mobile. L’ultimo tratto è un susseguirsi di curve dolci immerse nella natura. Poi, all’improvviso, tra gli alberi compare il marmo chiaro del tempio: un miraggio scolpito, silenzioso e maestoso. Dopo la polvere e i clacson di Jodhpur, l’arrivo a Ranakpur sembra un piccolo viaggio nel tempo (e nello spirito). Questo è un tempio gainista famosissimo per il culto e perché costruito interamente in marmo bianco del Rajasthan.
In questo tempio ci perdiamo, è affascinante e pieno di spiritualità, costruito con una maestria impeccabile, pieno di dettagli e di opere scultore veramente magistrali. Ci tratteniamo per più di un'ora e ci dispiace un pochino per il nostro autista che è fuori ad aspettare, ma lui dice “ è il mio lavoro”. Risaliamo in macchina e ancora qualche curva prima di trovare la strada nazionale, che ahimè non è proprio ben messa, molti lavori in corso. Finalmente arriviamo a Udaipur. Prendiamo possesso della nostra camera, anche questa una dimora storica, non ci stancheremo mai di fare un plauso a Bilal che ci ha trovato location veramente uniche. Siamo al centro della città vecchia, un dedalo di viuzze impraticabili in macchina, si viaggia solo a piedi o in scooter. Faticaccia portare i bagagli sino alla reception, per fortuna non l'abbiamo fatto noi.
Sono le 5:30 di pomeriggio e ci mischiamo tra la gente. Oggi iniziano ufficialmente le celebrazioni dell'Holi festival. L’Holi non è solo una festa di colori, ma una ricorrenza profondamente religiosa dell’induismo. La celebrazione si apre con l’Holika Dahan, un grande falò serale che simboleggia la vittoria del bene sul male. Il rito richiama il mito del devoto Prahlada, salvato dal dio Vishnu dall’inganno della demone Holika: il fuoco diventa così simbolo di purificazione e protezione divina. In molte regioni, Holi è anche legata al dio Krishna, che secondo la tradizione giocava a cospargere di colori la sua amata Radha e le altre gopī. Questo gesto diventa espressione di amore divino, gioia e abbattimento delle barriere sociali. Dietro l’apparente caos festoso quindi, Holi celebra il rinnovamento spirituale, la rinascita della natura e il trionfo della fede sulla paura. Descrivere cosa succede in questa festa è impossibile bisogna viverla e vedere il coinvolgimento dei nativi. I templi induisti diventano festosi e pieni di colore. I santoni celebrano il loro credo e lanciano polveri colorate in tutte le direzioni. Bande di percussioni e canti si diffondono in tutto il tempio in un coinvolgimento totale. Ci ritroviamo colorati anche non volendo.
I praticanti ti spalmano di colore in faccia e in testa con tutto il rispetto possibile, in segno di augurio e buon auspicio, è un delirio. Ma il delirio più grosso è per le strade, mentre si brucia un albero impagliato immenso e intorno a questo falò inizia una festa grandiosa. La calca di persone e impressionante. Si balla ogni tipo e genere di musica dall'Indiana alle sonorità occidentali più moderne. La piazza dove si svolge questa grossa manifestazione e presidiata dalla polizia che osserva in disparte garantendo sicurezza. Tra templi e piazze finiamo la nostra escursione notturna a mezzanotte circa, e qui iniziano i problemi. Chiaramente problemi risolvibili e irrisori nel senso che dobbiamo lavarci tutta la roba dentro la doccia perché siamo in condizioni indecenti, siamo colorati come una tavolozza, e siccome non c'è tempo per portare la roba in lavanderia dobbiamo arrangiarci. Il tutto finisce all'una di notte, stanchi, esausti ma soddisfatti ci facciamo la nostra bella dormitina. A domani.
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Bellissimo il racconto del viaggio in Rajasthan , leggendolo ho ripercorso il viaggio con altri occhi e sensazioni e siamo solo a metà. Veramente felici di aver incontrato dei fantastici viaggiatori come voi. A presto.
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