Pushkar è una piccola città del Rajasthan ai piedi delle colline degli Aravalli. Si sviluppa intorno a un lago centrale circondato da ghat, templi e strade strette piene di negozi, caffè e piccole guesthouse. Il centro è compatto e si gira facilmente a piedi.
Le vie sono animate da mercatini, venditori di tessuti,gioielli artigianali e souvenir, frequentati sia da pellegrini indiani sia da turisti stranieri. L’atmosfera è generalmente rilassata, con molti ristoranti vegetariani e terrazze da cui osservare la vita della città. Il giorno dopo Holi, però, l’aspetto della città cambia molto: le strade sono coperte da un vero tappeto di polveri colorate, residuo dei festeggiamenti del giorno precedente. Accanto ai colori vivaci si notano anche rifiuti, bicchieri e resti delle celebrazioni, che rendono l’ambiente disordinato. La polvere colorata si mescola all'acqua usata per ripulire creando un autentico pantano. L’atmosfera è un po’ caotica ma qui siamo nel regno della spiritualità e la pazienza prende il sopravvento. Nel complesso Pushkar resta una cittadina piccola e molto frequentata, dove si mescolano turismo, commercio locale e tradizioni del Rajasthan. Sono le nove del mattino e ci incamminiamo verso il tempio di Brama.
La cofusione e palpabile, i commercianti si prodigano per spolverare le loro merci e regna un' agitazione controllata. ll Tempio di Brahma di Pushkar è uno dei pochissimi templi in India dedicati al dio Brahma, il creatore nell’induismo. Costruito principalmente in marmo e pietra, si riconosce per la guglia rossa e per l’ingresso che conduce a un cortile semplice ma molto frequentato dai fedeli. Non si può fare fotografie e nemmeno filmati. Nel complesso non è un tempio bellissimo. All’interno si trova la statua di Brahma con quattro volti, simbolo della sua capacità di guardare in tutte le direzioni e rappresentare la creazione dell’universo. Il tempio è un importante luogo di pellegrinaggio, soprattutto per chi visita il vicino lago sacro di Pushkar. L’ambiente è generalmente affollato, con fedeli che entrano per brevi preghiere e visitatori curiosi di vedere uno dei templi più particolari e rari dell’induismo. Alle 11:30 lasciamo Pushkar alla volta di Jaipur. Viaggio noioso su strada nazionale e alle 15 siamo a Jaipur. La città è grande e caotica. Arriviamo in albergo e quì mangiamo qualcosa velocemente. Alle 16:30 abbiamo l'appuntamento con il nostro driver per andare a vedere il tempio delle scimmie, noto GaltaJi. É uno dei luoghi più suggestivi nei dintorni di Jaipur.
Abbiamo raggiunto questo antico complesso di templi indù incastonato tra le colline aride dei Monti Aravalli, dove diverse vasche sacre (kund) raccolgono l’acqua di sorgenti naturali. Durante la passeggiata tra scalinate, padiglioni rosa e architetture antiche, siamo stati accompagnati dalla presenza di numerose scimmie, considerate sacre e parte integrante del luogo. L’atmosfera è abbastanza particolare, pellegrini e turisti si susseguono; sacerdoti che pregano e ti fanno cenno di avvicinarti, ti mettono un braccialetto, ti impartiscono una sorta di benedizione giusto per chiederti l’obolo. Uno va anche bene, ma uno in ogni altarino è troppo. Il silenzio è interrotto solo dai suoni della natura. In sintesi, è stata una visita tra spiritualità, curiosità culturale e un contatto diretto con la vita religiosa locale.
Proseguiamo alla volta del Birla Mandir, tempio costruito in marmo bianco dalla famiglia Birla nel 1988, è dedicato a Lakshmi (dea della prosperità) e Vishnu (protettore dell’universo). La sua architettura è elegante e luminosa: le pareti e le colonne sono decorate con sculture raffinate e pannelli che rappresentano divinità indù, scene sacre e anche figure di grandi pensatori e leader spirituali. Chiaramente si entra a piedi nudi, l’interno è semplice e armonioso, dominato dalle statue delle due divinità scolpite nel marmo. Da li ci siamo goduti il tramonto, che crea un’atmosfera molto suggestiva grazie alla luce che illumina il marmo. Una breve visita in un luogo simbolo della religiosità e dell’architettura moderna di Jaipur. Ripartiamo, questa sera siamo a cena con Bilal a casa di suo cugino Vasim. Traffico super intenso. Jaipur è la capitale del Rajasthan (oltre 3 milioni di abitanti), è conosciuta come la “Città Rosa” per il colore caratteristico dei suoi edifici storici.
Fondata nel 1727 dal maharaja Sawai Jai Singh II, è famosa per i suoi palazzi, forti e mercati tradizionali. Oggi è una città vivace che unisce storia, cultura e vita quotidiana indiana, ed è una delle tappe principali del Triangolo d’Oro dell’India. L'accoglienza che ci riservano è imbarazzante, ci trattano come fossimo di famiglia. Dalla cucina arrivano profumi invitanti, ci spiegano alcune preparazioni di pietanze tradizionali e infine si cena. Piatti squisiti. Con lo stomaco pieno, rientriamo. Oggi giornatina intensa. Doccia e a nanna. Buonanotte





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