"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

venerdì 6 marzo 2026

6 marzo 2026. Jaipur tour

Il rosa domina nella parte storica di  questa città. Nel 1876 il. MARAJHA SAWAI Ram Singh II fece dipingere le facciate della corte del colore, simbolo di ospitalità, in onore della visita del Principe di Galles Alberto, futuro re, durante la sua visita in India. Fu così che la moglie del Marahja ne venne favorevolmente impressionata e fece in modo che diventasse il colore obbligatorio per le facciate del centro.  Oggi  faremo il tour della città rosa. Dopo un'ottima colazione nel nostro bel "Kutani Stays" , usciamo con Pradeep e raggiungiamo la nostra guida, conosciuta ieri sera a casa del fratello Vasim che ci ha ospitati per un'ottima cena preparata dalle sapienti mani della moglie e delle donne della casa. Il suo nome è Naffes (@viaggiografia_). È un insegnante di matematica che si diletta a guidare qualche turista tra le bellezze del posto. Parla benissimo l'italiano.
La città vecchia la storica, è racchiusa all'interno di un'area delimitata da mura rosa /mattone istoriate e ornate con motivi moreschi. Ha nove ingressi e ognuno ha un nome impronunciabile. Entrati, iniziamo con le fotografie iconiche al Palazzo del vento, Hawa Mahal, capolavoro architettonico finemente decorato e ornato, tutto vestito di rosa. Voluto dal Maharaj Sawa I Pratap Singh al finire del 1700, si sviluppa in 5 piani con tantissime finestre dalle quali le donne della corte, che qui vivendono, potessero osservare tutto al di fuiri senza essere viste. Ma come diceva Naffes le 953 finestrelle che lo adorano avevano una duplice funzione: rispetto delle regole imposte dal "purdah", vedere senza essere viste, e la ventilazione naturale, assolutamente necessaria viste le alte temperature estive che qui sono ben alte.
È dedicato al Signore Krishna difatti ha la forma piramidale che ne ricorda la sua corona. Insomma niente è lasciato al caso nell'architettura degli edifici antichi e ogni particolare ha una sua funzione. Lasciato il palazzo del vento Naf ci porta a vedere il famoso Fort Amber (significa uccello) che svetta sulla parte alta della città. Bellissimo. Si diramano 12km di muraglia che digrada verso la città serpenteggiando tra le anse collinari. È davvero bello. Meravigliosa opera di architettura moghul del XVI secolo ospita sale, bellissima la sala degli specchi, stupenda e scintillante col suo intonaco bianco costellato da piccoli specchi importati dall'Europa, esattamente dal Belgio.
Ci sono poi giardini e spiazzi aperti in cui si svolgeva la vita della corte. Ci sono pure elefanti costretti a portare  in groppa qualche turista incuriosito. La nostra preziosa guida ci racconta tante  cose interessanti e ci fa notare, con una riflessione tanto semplice quanto sagace, che l'architettura non segue le religioni. Le religioni non influenzano gli stili architettonici. Essi sono il frutto dei tempi,  del contesto storico in cui si sviluppano. Ci spiega la struttura degli interni cosi come quella dei giardini, mai casuale ma con scopi specifici. Continuiamo il tour. Percorriamo diversi km e arriviamo in una valle ache ospita le eterne dimore dei reali.
Il Gatore Ki Chhatriyan è un esempio di maestria architettonica e volontà di resistere al passare del tempo, con opere manumentali eterne. Ai cenotafi della reale dinastia Kachhwaha che governò Jaipur dalla metà del XVIII secolo fino all'abolizione degli stati principeschi dopo l'indipendenza dell'India. Insomma ci sono le opere funebri commemorative dei regnanti degli ultimi quattro secoli. Marmo e arenaria rosa si mescolano tra colonne e capitelli. Sculture e ornamenti decorando I vari cenotafi. Presenti le forme geometriche islamiche e strutture architettoniche intelligenti su basi ottagonali. Usciti,  ci aspetta la tappa successiva.
Ci dirigiamo al Jal Mahal, il Palazzo sull'acqua. Sembra di stare a Venezia. Questa bella costruzione si trova dentro al lago artificiale Man Sagar. Fu edificato e voluto dall'allora Marahja Jai ​​Singh II come residenza di caccia. I suoi 5 piani sono spesso sommersi facendolo sembrare galleggiante. Non si può visitare se non avvicinarsi in barca. È ora di andare a pranzare. Di fronte al ristorante c'è una gioielleria con tanto di persone parlanti italiano e una mini guida didattica sulla lavorazione delle pietre preziose o semipreziose che qui provengono dalle diverse parti del mondo e vengono magistralmente lavorate. Ci Lasciamo alle spalle i gioielli e un buon pranzo per finire il tour, sotto un sole cocente, all'Osservatorio.
IL Jantar Mantar Observatory e' Una incredible collezione di strumenti astronomici voluta dal Marahja Rajput SAWAI Jai Singh II, matematico e appassionato di astronomia costruita tra il 1724 e il 1735. Questi strumenti, costruiti in pietra, venivano utilizzati per osservare i corpi celesti a occhio nudo, il loro allineamento, permettendo di tracciare orbite, prevedere eclissi e scandire il tempo. Ci sono due conche molto grandi che servono a mappare il cielo è seguire il movimento di stelle e pianeti. E i 12 segni zodiacali declinati in pietra. Ricordiamo che oltre alla passione e allo studio prettamente scientifico, l'astronomia è fondamentale per i rapporti umani e universali. Naffes cercava di farci capire meglio quante quali variabili esistano e debbano convergere per avere un matrimonio "" perfetto"" o meglio, già scritto e voluto dalla volta celeste che tutto decide. Finiamo con l'immortale la  meridiana in pietra più grande del mondo. Alta 27 metri, può misurare l'ora locale con altissima precisione. Il sole è veramente cocente. Finiamo qui l'avventura. Salutiamo Naffes, torniamo in hotel e sbollentiamo.
La sera andiamo al Bazar, Bapu. Chiamiamo un Uber tuk tuk, qui chiamano opi il tuk tuk. Con circa 1 euro ci porta a 7 km dall'Hotel, al Bapu Bazar appunto. È un districarsi di vie su cui trovare soprattutto negozietti e bancarelle di tessuti, calzature e bigiotteria. Tanta gente soprattutto indiani, molto traffico di scooter e di mucche che sono praticamente onnipresenti. Da alcuni negozi i colori delle stoffe e dei saree ci illuminano. Abiti da sera e da matrimonio, fanno bella mostra di sé, con tutti i decori e l'evidente maestria dell'arte sartoriale che qui non scherza. Rientriamo in hotel, stanchi e appagati soprattutto dalla gentilezza delle persone del posto. Gli stessi commercianti ci lasciano un ricordo di sorrisi e ringraziamenti anche senza il ritorno di un acquisto. La gentilezza e la generosità nell'accoglienza sono veramente impareggiabile. 


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