"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

giovedì 26 febbraio 2026

26 Febbraio 2026 ( Bikaner )

L’India è davvero immensa, e solo vivendola si capisce quanto! Gli spostamenti richiedono un bel po’ di tempo, soprattutto in macchina, la velocità massima consentita è di 70 km/h, giocoforza i tempi in viaggio si dilatano. Stamattina siamo partiti alla volta di Bikaner, i chilometri non sono tanti 200 circa, per un viaggio di almeno cinque ore. Il paesaggio è piuttosto desertico, con qualche pezzo di terra coltivata, soprattutto da chi può permettersi le vasche per raccogliere l’acqua. Ogni tanto si incontra un piccolo villaggio o una pompa di benzina.

La nostra prima tappa è stata il Tempio dei Ratti, o Karni Mata, poco distante da Bikaner. Un’esperienza davvero unica: camminare a piedi nudi tra i ratti che ti girano intorno in tutte le direzioni è difficile da descrivere. Si vedono bambini che giocano con loro, spinti anche dalle mamme, e si percepisce una devozione profonda verso questi topi. La gente si inginocchia, prega e li venera, portandogli anche da mangiare.  Questo perché il topo è l’animale preferito di Ganesh, e quindi è diventato un animale da venerare.  È stato emozionante anche l’incontro con gli altri visitatori, che ci hanno accolto con grandi sorrisi e si sono fatti un sacco di selfie con noi, soprattutto con Roberta. C’erano sopratutto le donne che chiedevano selfie a Robi, credo che per un attimo si sia sentita la diva del Tempio! Forse il suo biondo ha fatto colpo.
Dopo la visita al Tempio, siamo ripartiti in macchina e dopo mezz’ora circa siamo arrivati a Bikaner. Una città grande, estesa, un po’ disordinata e caotica, non pro prio il massimo per i nostri gusti turistici. Però il nostro bravissimo Padì (il driver) ci ha portato in un bel localino dove abbiamo pranzato. Poi ci siamo diretti al Forte Junagarh, una mastodontica fortezza del XVI secolo, sfarzosamente decorata e arredata. All’interno c’è di tutto, da un aeroplano a elica a collezioni di armi, spade e altre curiosità. La visita al museo adiacente è stata davvero interessante, con le sue collezioni preziose di abiti appartenuti ai vari maragià e alle loro mogli che hanno vissuto nella fortezza.  Abbiamo preso possesso della nostra camera, Calvari Villa, un’altra location eccellente.
Ci sentiamo un po’ privilegiati, non siamo dei turisti “normali”, ma quasi dei coloni inglesi che esplorano l’India. Bilal si sta dimostrando davvero all’altezza: dopo aver sistemato i bagagli, ci ha fatto trovare un Opi (il nostro tuk-tuk indiano) che ci ha portato a fare un giro per la città. Facendo fronte alle mille insidie del traffico abbiamo visitato il mercato delle spezie, l’old town e, per concludere, un bellissimo tempio chiamato Bhandasar Jain.  È un famoso tempio del XV secolo dedicato a un profeta quinta reincarnazione discendente da Ganesh. La struttura in arenaria rossa a tre piani, con i suoi intagli intricati, pilastri, pietre gialle, specchi e affreschi, è davvero affascinante.  Stanchi ma felici, siamo tornati in albergo per goderci la nostra splendida camera e fare una meritata doccia. Così si conclude la nostra giornata, già pensando alle sei ore di trasferimento che ci aspettano domani. Buonanotte!

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